Perdersi per iniziare a vedere
Il progetto ha sottratto il GPS dell’esperienza contemporanea per restituire una mappa più incerta, capace di riattivare occhi, udito e immaginazione.
Approfondimenti
Alla Bottega Cini, Marco Polo Experience ha funzionato come un prototipo: uno spazio in cui orientamento, tattilità, immagini e racconto si sono combinati per reimmaginare il viaggio.
Il progetto ha sottratto il GPS dell’esperienza contemporanea per restituire una mappa più incerta, capace di riattivare occhi, udito e immaginazione.
Tre miniature d’oro e inchiostro non sono state trattate come immagini da osservare a distanza, ma come aperture: quando il visitatore le attiva, il disegno si trasforma in spazio mentale.
La materia — sete, velluti, superfici — ha riportato nelle mani del visitatore ciò che il viaggio di Marco Polo aveva avuto nelle mani secoli fa: corde, casse, stoffe, strumenti.
Esito
Il caso Bottega Cini dimostra che il patrimonio può essere raccontato senza irrigidire il visitatore in un ruolo passivo. Il pubblico risponde quando viene invitato ad attraversare, a toccare, a domandare, a sostare.
Il valore del progetto non sta soltanto nella sua estetica, ma nella sua capacità di trasformare un contenuto storico in esperienza personale e condivisa.
Dal caso al format
Marco Polo Experience alla Bottega Cini è stato il primo terreno di prova di un approccio più ampio: costruire dispositivi narrativi immersivi capaci di essere adattati ad altri patrimoni culturali.